E nel cielo Venezia

TU, MIO PASSATO, mio universo,
gioventù, amori, gondole, e nel cielo Venezia,
mi siete apparsi di nuovo, come un sogno, un’onda, un bel fiore,
in mezzo a un corteo di maschere venute a prendermi.
Solo, io non sono io, né Venezia l’azzurra,
ma rovine, ombre, menhirs
che spuntano alle nostre spalle dalla terra, e nell’erba.
Dicono: «È un pascià quello che giace qui! – Un mendicante! – Un cane!»
E gridano in francese: «Tout passe».
E il nostro: «Prošlo».
 
TI, PROŠLOST, i moj svet,
mladost, ljubavi, gondole, i, na nebu, Mljetci,
priviđate mi se još, kao san, talas, lepi cvet,
u društvu maski, koje je po meni došlo.
Samo, to nisam ja, ni Venecija što se plavi,
nego neke ruševine, aveti, i stećci,
što ostaju za nama na zemlji, i, u travi.
Pa kažu: «Tu leži paša! – Prosjak! – Pas!»
A viču i francusko «Tout passe».
I naše «Prošlo».

M.C. Lamento per Belgrado 

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